martedì, 26 giugno 2007

La mobilità ciclabile

Muoversi in bicicletta è economico, fa bene alla salute e consente di evitare gli ingorghi, migliorando la qualità dell’aria delle nostre città. Potremmo riassumere in tre semplici punti i vantaggi dell’utilizzare le due ruote per gli spostamenti urbani. Infatti il ciclista non deve spendere soldi per la benzina, è sufficiente una buona colazione a base di cereali. Pedalare poi consente una mezzora di attività fisica che, ai molti costretti a lunghe ore seduti in ufficio, non può che aiutare a mantenersi in forma. Infine, a meno di non trovarsi in un ciclo raduno, con la bici potete facilmente girare per le vie della vostra città e parcheggiarla in qualsiasi posto, senza dover fare inutili giri.

Certo è una questione di abitudine e nelle città del nord Europa, come Amsterdam, Monaco, Copenaghen, tale costume è un fatto consolidato, meno da noi, dove i ciclisti spesso sono visti come degli extraterrestri dal comportamento incomprensibile, quando non addirittura degli intralci. Ecco perché la Provincia di Milano, con il progetto Mi-Bici si è impegnata sul fronte della realizzazione di piste ciclabili sicure per mettere in collegamento i comuni dell’hinterland, non solo per gli spostamenti del fine settimana, ma anche per quelli casa-lavoro. La promozione all’uso di questo veicolo rappresenta una delle soluzioni ai problemi di mobilità e un modo utile e salutare per sviluppare una cultura più amica dell’ambiente.

(da "La Provincia in Casa")


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categorie: mobilità
mercoledì, 20 giugno 2007

Milano via Soderini: Cantiere del Nuovo

soderiniSta per partire nell'area dell'ex vivaio Soderini la costruzione del Cantiere del Nuovo, un polo all'avanguardia dedicato ai servizi per il lavoro, la formazione, l'innovazione e lo sviluppo economico...

cantiere_soderini


postato da: andreagaia alle ore 16:36 | link | commenti
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giovedì, 14 giugno 2007

BRE.BE.MI.: la strada sbagliata

In questa regione ormai non si viaggia e non si respira più. Il sistema dei trasporti che è stato incentrato sul mezzo privato, è da anni alla paralisi. Chi deve recarsi al lavoro con l'automobile è spesso costretto a code interminabili. E chi abita nei pressi di queste infrastrutture respira “metri cubi” di inquinanti e polveri, pregiudicando seriamente la propria salute.

Ebbene, come si decide di risolvere i problemi della mobilità e della salute? Costruendo una nuova e onerosa autostrada. Non importa se la viabilità locale, quella che attraversa le nostre case, peggiorerà. Non importa se occorrerebbe prima incrementare il trasporto pubblico, prolungare le linee metropolitane, adeguare le strade esistenti: tutto questo non fa “finanza” come le società autostradali che, manna del cielo, riscuotono lauti pedaggi ai caselli.

Chissà perché per le opere pubbliche, i “soldi pubblici” non ci sono, mentre lo Stato è capace di trovarli quando deve contribuire alla realizzazione delle “grandi opere” che piacciono ai signori della finanza e delle camere di commercio. E in questo non c'è destra e sinistra: l'asfalto piace al ministro Di Pietro come piaceva al ministro Lunardi. In Regione Lombardia piace ai DS e Margherita come piace al presidente Formigoni e all'assessore Cattaneo.

E poi piace ai Sindaci (quasi tutti) che vi vedono, nell'ordine, nuove costruzioni, nuovi incassi, nuove opere e infine, la loro rielezione. Anche Brebemi, per la quale in Regione è stato firmato lo scorso mese di maggio l'accordo di programma tra presidente Formigoni, ministro Di Pietro, rappresentanti delle province (esclusa Milano), sindaci (tutti, compreso Cassano ed escluso solo Fara Olivana), società concedente CAL e il concessionario Brebemi SpA, non fa eccezione.

Andrea Gaiardelli

Precisazioni sul progetto

Alcune ulteriori informazioni rispetto allo stato del progetto Brebemi. A oggi, aldilà di proclami, strette di mano, accordi o pseudo tali di cose concrete messe sul tavolo ne abbiamo davvero pochine.
Di certo abbiamo che recentemente è stato sottoscritta una convenzione tra CAL spa (acronimo per Concessioni Autostradali Lombarde società mista tra Anas e Infrastrutture lombarde il cui compito è proprio quello di accelerare la realizzazione di alcune infrastrutture della regione, ndr) e Brebemi spa che prevede la realizzazione del progetto approvato dalla delibera n° 93/2005 del Cipe (qui per vedere il progetto). Tale convenzione però non è stata ancora approvata dal Parlamento che, giusto la settimana scorsa, ha bloccato l'iter poiché manca un importante parere ministeriale, e inoltre è oggetto di un ricorso presentato all'Unione Europea.

Sono in discussione sì modifiche del tracciato, nell’ambito dell’Accordo di programma, ma non risulta si sia trovato ancora un accordo tra gli attori. Su tale tema è stato infatti aperto, con la Regione Lombardia, un tavolo di confronto con i comuni del milanese, Cassano d’Adda, Truccazzano, Pozzuolo Martesana e Melzo ma da quello che si è potuto finora capire è che se vi saranno correzioni, queste interesseranno esclusivamente le zone aldilà dell’Adda.


postato da: andreagaia alle ore 16:20 | link | commenti
categorie: mobilità
martedì, 12 giugno 2007

Patto per il clima

unascomodaverita

Modificare il nostro modello di sviluppo economico è il principio cardine del Patto per il Clima (http://www.pattoperilclima.com/) un appello sottoscritto già da molti cittadini e lanciato lo scorso 3 maggio durante la conferenza per il clima svoltasi a Genova perché avvenga finalmente la riconversione ecologia dell’economia e della società.
L’attuale modello di produzione è infatti responsabile di profondi e rapidi mutamenti climatici, dell’impoverimento di intere zone della Terra, di squilibri sociali ed economici sempre più forti e delle conseguenti tensioni tra le nazioni.
La proposta è quindi quella di introdurre in maniera sempre più efficace ed efficiente le nuove tecnologie che consento di:
a) risparmiare il consumo di energia. Migliorare lo standard qualitativo dei nostri elettrodomestici ad esempio consentirebbe di diminuire il fabbisogno energetico e quindi un abbassamento delle emissioni di anidride carbonica (CO2);
b) produrre con fonti rinnovabili, come l’energia del sole, che non hanno emissioni tossiche e renderebbero meno dipendente l’Italia dalle forniture estere, il che avrebbe benefici effetti sulla bilancia commerciale nazionale.;
c) incentivazione al trasporto pubblico su ferro o promozione all’utilizzo delle biciclette per contrastare l’aumento di traffico e le emissioni di gas serra;
d) tutela del suolo e delle risorse idriche minacciate sempre di più da sfruttamento indiscriminato;
e) una più saggia gestione dei rifiuti attraverso l’incremento della raccolta differenziata e il recupero, ma senza l’introduzione indiscriminata degli inceritori.
Il Patto non si limita soltanto all’enunciazione di questi “buoni propositi” per l’ambiente. Il documento chiede anche venga difesa la democrazia a tutti i livelli e non solo quello politico, ma anche nell’economia perché senza un’equa distribuzione di ricchezza non si può dare corpo a un sistema giusto per la popolazione. Tutelare le diversità è un altro principio cardine del patto, perché il rispetto delle differenze, culturali, sociali, di orientamento sessuale, oltre che di tutte le forme di vita esistente significa non privarsi della ricchezza propria delle nostre culture ed ecosistemi.
L’adesione di singoli cittadini, di associazioni e gruppi è importante per dimostrare come la società civile sia in grado di aiutare con la propria partecipazione la politica, perché attui una vera inversione di tendenza rispetto al passato. Come giustamente dice Al Gore, ex vicepresidente degli Usa, nel suo famoso documentario “Una scomoda verità” sui mutamenti climatici “oggi è a rischio la sopravvivenza stessa del genere umano sul pianeta Terra”.

postato da: andreagaia alle ore 16:54 | link | commenti
categorie: ambiente