giovedì, 27 settembre 2007

NASCE IL COORDINAMENTO DELLA SINISTRA IN PROVINCIA DI MILANO

In tre anni il centro-sinistra ha saputo rilanciare il governo della Provincia di Milano, riportandola nel territorio, a contatto con le amministrazioni locali. Pur con differenti posizioni e visioni delle soluzioni concrete, le forze che compongono la maggioranza hanno saputo e voluto lavorare, con il Presidente Penati, a sintesi avanzate, politicamente innovative, che hanno garantito e garantiranno la positiva conclusione dell’attività amministrativa, in linea con il programma, nell’interesse dei cittadini e del territorio.

Proprio perché convinti dell’importanza di un simile impegno, riteniamo necessario, in quanto forze ambientaliste e della sinistra che compongono questa maggioranza, un coordinamento tra i nostri gruppi consiliari e le nostre rappresentanze politiche al fine di delineare e sostenere alcuni filoni programmatici particolarmente importanti e qualificanti in quest’ultimo scorcio dell’azione amministrativa.

Non ci nascondiamo, con questa proposta, le differenze che corrono anche tra i nostri vissuti e le nostre realtà, ma a partire da questi punti riteniamo di aver avviato un confronto franco e sincero sul merito delle cose, che potrà concorrere a gettare le basi per la definizione di una nuova e più avanzata modalità politica.

Un confronto che intendiamo parimenti avviare con il Presidente e le altre forze della maggioranza sulla base di un documento più completo ed articolato che presenteremo quanto prima, sviluppato a partire dai punti qui di seguito elencati.

Un confronto che, ci auguriamo, possa aiutare a produrre scelte politiche e amministrative importanti, che possano essere ulteriormente confrontate con il territorio per recepire il parere e le considerazioni dei cittadini e degli amministratori, sull’esempio del grande impegno che portò, tre anni fa, alla definizione del programma amministrativo.

Su queste premesse lavoreremo per la conclusione del mandato amministrativo nei tempi previsti e con tutte le forze che hanno contribuito a dar vita a questa maggioranza e che sono il punto di partenza per la prossima scadenza elettorale.

I temi che riteniamo particolarmente qualificanti sono:

A) Formazione e Lavoro
Su questi due punti si giocano le possibilità di riqualificare l’attività produttiva di Milano e della sua provincia. La lotta al precariato come elemento dell’incertezza sociale deve coniugarsi con un ruolo provinciale di supporto e rilancio delle imprese e delle attività commerciali meno impattanti per il territorio. C’è il grande tema delle aree dismesse, a partire dalla ex-Alfa di Arese, che può essere l’occasione per un rilancio produttivo manifatturiero di qualità nell’ambito del polo della mobilità sostenibile. Deve essere completata la rete delle agenzie per politiche del lavoro in grado di incidere realmente e rispondere ai bisogni di lavoratori e imprese. Deve essere sostenuto lo sviluppo del distretto hi-tech del Vimercatese.

B) Territorio e Infrastrutture, Casa, Trasporti
Da sempre questo è uno dei punti caldi del nostro confronto. L’obiettivo però è comune: consentire politiche di mobilità che permettano ai cittadini di spostarsi e alle imprese di lavorare, nel rispetto della qualità della vita, contenendo il più possibile i costi territoriali. È necessario che la Provincia, a partire dalle posizioni già espresse anche con atti amministrativi, tuteli queste necessità e si adoperi per soluzioni condivise con i cittadini e le amministrazioni locali. La ridefinizione di Asam deve rispondere all’esigenza concordata in maggioranza di allocare risorse a sostegno del Trasporto Pubblico.
Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale è un elemento cardine del riordino delle proposte d’uso del territorio provinciale. Sul tema casa è necessario sviluppare un’azione provinciale che privilegi interventi in grado di calmierare il costo degli appartamenti e degli affitti, senza aprire indiscriminatamente la strada alla richiesta immobiliare dei privati.
Il rapporto con il Tavolo Milano deve essere riequilibrato a favore della Provincia di Milano.

C) Sicurezza e Inclusione
Su questi punti vi è stato, nel recente passato, un confronto serrato e precisi impegni sono stati sottoscritti. Noi pensiamo che le politiche di inclusione siano altrettanto importanti della rimozione dell’incertezza sociale al fine di creare occasioni di consolidamento e radicamento delle presenze di cittadini, comunitari e non, sul territorio. Nello stesso tempo, però, riteniamo sia riduttivo parlare di sicurezza riferendoci al solo tema immigratorio: è più opportuno parlare di legalità in senso generale e dire chiaramente che la lotta all’illegalità è una delle priorità dell’azione amministrativa.
Legalità che è sicuramente rappresentata dalla sicurezza di poter vivere pacificamente nella propria casa, ma che è anche la certezza che i crimini ambientali, gli evasori fiscali, gli scempi edilizi abusivi siano perseguiti con altrettanta solerzia e determinazione, su questa strada si è avviato da tempo il Governo Prodi, altrettanta chiarezza è necessaria nella nostra azione amministrativa e nelle comunicazioni.

D) Acqua, Ambiente, Parchi, Rifiuti
Sul tema acqua la ridefinizione del comparto deve salvaguardare la proprietà pubblica dell’acqua e delle reti connesse. L’accordo sul Piano Provinciale dei Rifiuti è un esempio di capacità di sintesi costruttiva e deve essere salvaguardato sia come valore in sé sia come strumento per aumentare le politiche di consapevolezza dei rifiuti. I Parchi vanno difesi e rilanciati collegandoli sempre più in una struttura “a maglia” che ne moltiplichi sinergicamente il peso e l’importanza. Modifiche dei confini dei parchi, e del Parco Sud, in particolare debbono rispondere esclusivamente a necessità di armonizzazione e razionalizzazione dei perimetri, con la richiesta di compensazioni territoriali immediate e conseguenti.

E) L’istituzione Provincia
La Provincia deve iniziare ad affrontare, a partire dal suo interno, il tema dell’ottimizzazione dei costi, tornando a privilegiare la propria struttura e definendo l’ambito e l’importo complessivo del ricorso a consulenze esterne.
Le iniziative e in particolare quelle che verranno individuate come qualificanti da qui al 2009, devono ricevere risorse certe e definite che ne consentano l’attuazione e la gestione.


postato da: andreagaia alle ore 16:21 | link | commenti
categorie: istituzione
sabato, 22 settembre 2007

Alitalia e Malpensa

Lo spreco di denaro pubblico è stato compiuto nella costruzione di hub di cui non c'era bisogno.

Lo spreco di denaro pubblico continua ripianando le perdite di Alitalia, una azienda in forte crisi da anni e che perde 1,5 milioni di euro ogni giorno.

Una crisi dovuta sia ad una pessima gestione, sia alle interferenze della politica.

Ed ora che Alitalia predispone un piano industriale che ridimensiona le attività, la politica si intromette ancora nelle scelte aziendali per dire che a Malpensa, all'hub del nord, non si deve rinunciare.

Ma se la politica continuerà a voler dettare le scelte industriali di Alitalia, probabilmente fra meno di un anno Alitalia non volerà più ne da Malpensa ne da Fiumicino perchè semplicemente una compagnia di bandiera non ci sarà più.

Il governo deve completare la procedura di vendita di Alitalia senza vincoli assurdi per i possibili acquirenti: quando si sostiene che Airfrance non può essere un buon acquirente per Alitalia perché non punterebbe su Malpensa come hub, bisogna ricordarsi che qualche mese fa è già fallita una procedura per vendere Alitalia. Oggi, se c'è un acquirente che da garanzie ai lavoratori e ai consumatori, bisogna tenerselo ben stretto.

Separiamo allora i destini di Alitalia e di Malpensa. Malpensa potrà vivere senza Alitalia, però anche per l'aeroporto si dovranno fare delle scelte.

Occorre innanzitutto che il Governo si attivi affinché vi sia uno sviluppo razionale e sostenibile di tutto il sistema aeroportuale del nord Italia.

In questi anni ognuno ha giocato per sé: il nord, oltre a Malpensa, ha otto scali di medie dimensioni, Torino, Genova, Linate, Orio al Serio, Verona, Venezia, Bologna e Trieste. E non c'è una strategia d'insieme.

Il Veneto e il nord est – dice il governatore forzista Giancarlo Galan – fanno storia a sé. Noi guardiamo verso Trieste. La questione Malpensa ci riguarda marginalmente: il Veneto non può non avere aeroporti all'altezza delle esigenze di un tessuto economico tra i primi d'Europa”.

Alla faccia di fare di Malpensa l'hub del sud Europa.

Lo scalo varesino, l'hub di tutte le padanie, non stava nelle capacità della nostra compagnia di bandiera, ma neppure nella organizzazione del sistema aeroportuale del nord Italia. Forse vale la pena di ricordarsi che, in Europa, oggi due hub può permetterseli solo la Germania.

I responsabili di questo fallimento però non sono solo a Roma.

Vale la pena ricordare che anche la Regione Lombardia non ha mai voluto mettere naso nel sistema aeroportuale lombardo. Solo qualche mese fa il presidente Formigoni voleva promuovere lo scalo di Montichiari (BS) a secondo “hub” della Lombardia! Mentre l'assessore delegato Cattaneo, siede – con conflitto di interessi – nel consiglio di amministrazione di SEA, la società che gestisce gli aeroporti di Milano.

Il comune di Milano ha pure le sue colpe. Controlla la maggioranza di SEA, che gestisce Malpensa e Linate (il primo concorrente dello scalo varesino) e, sempre attraverso SEA, partecipa al 49,98% alla società che si occupa della gestione dell'aeroporto di Orio al Serio (cresciuto in questi anni fino a 6 milioni di passeggeri).

Il silenzio dell'istituzione comunale milanese, durato 11 anni, non può essere colmato da qualche conferenza stampa convocata solo nelle ultime due settimane.

La provincia di Milano, quale azionista di SEA, dovrebbe preoccuparsi del piano industriale della partecipata. E dovrebbe preoccuparsi pure dei collegamenti ferroviari per l'aeroporto.

Malpensa potrà trovare una specializzazione non solo nel trasporto passeggeri, dove ci sono già altri scali importanti al nord, ma ad esempio nell'import-export (settore dove ha già conseguito grandi risultati) proprio perché a servizio di un'ampia area produttiva. Eppoi ci sono i nuovi modi di spostarsi, come il point to point, più vicino alle esigenze degli uomini d'affari che non trascorrono tempi morti negli hub, in attesa dell'aereo che li porti a destinazione.

Così facendo si potrà finalmente considerare anche il contesto territoriale, ovvero il Parco del Ticino, il più importante parco regionale italiano, in cui l'aeroporto di Malpensa è inserito, ed arrivare finalmente a fare la valutazione ambientale strategica dello sviluppo di Malpensa e delle infrastrutture ad esso collegate.


postato da: andreagaia alle ore 16:01 | link | commenti
categorie: ambiente, mobilità
mercoledì, 12 settembre 2007

La scomparsa delle coste

 

L’eco delle vacanze estive è ormai lontano e per tutti gli amanti del mare italiano e non solo, rischia di rimanere un ricordo per sempre. I cambiamenti climatici stanno infatti ridisegnando il profilo dell’Italia. Il 37% dei nostri litorali sabbiosi è arretrato negli ultimi 35 anni, tanto che 1.500 chilometri di costa non sono più come erano stati disegnati nelle carte geografiche e la loro linea dovrà essere nuovamente tracciata. Si tratta di un allarme geografico lanciato, a livello mondiale, dai cartografi dell’Atlante edito da Collins, vero e proprio punto di riferimento per le mappe a livello mondiale e che tocca direttamente anche il nostro Paese.

spiaggiaAll’erosione da parte del mare poi contribuisce anche l’espandersi delle città: il cemento ha invaso i litorali, con un incremento delle zone costiere urbanizzate del 60% in soli 10 anni (dal 1990 al 2000). Inoltre, le zone umide nell’ultimo secolo sono diminuite dell’80% e sono salve solo le lagune e zone costiere comprese in aree protette. Ma non solo il mare è toccato da questi pericolosi cambiamenti: anche la geografia delle montagne italiane appare diversa, con una diminuzione dei ghiacciai del 30% della loro superficie e del 50% del volume negli ultimi cento anni. Occorre perciò al più presto dare attuazione a un programma che rispetti gli impegni del protocollo di Kyoto, se non vogliamo che il nostro bel mare rimanga soltanto un’immagine da cartolina.


postato da: andreagaia alle ore 10:59 | link | commenti
categorie: ambiente