giovedì, 29 novembre 2007

EXPO 2015

Milano si è candidata come sede dell’Esposizione universale del 2015. La scelta dell’Expo, se toccherà a Milano o a Izmir (Turchia), verrà compiuta il prossimo mese di Marzo dal Bureau International des Expositions (BIE).
La Provincia di Milano ha aderito al Comitato di candidatura Expo Milano 2015 (gli altri partner sono il Comune di Milano, la Regione Lombardia, la Fondazione Fiera e la Camera di Commercio),
Di seguito il testo dell’Ordine del Giorno, approvato dal Consiglio Provinciale, primo firmatario Andrea Gaiardelli.

Odg Expo

 


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categorie: expo 2015

Dove vanno i verdi


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IL FUTURO DEI VERDI

DOCUMENTO FINALE DELL'ASSEMBLEA DEI VERDI DELLA REGIONE LOMBARDIA

MILANO 24 NOVEMBRE 2007 - DOCUMENTO FINALE - L’Assemblea degli iscritti dei VERDI della REGIONE LOMBARDIA, riunitasi sabato 24 novembre 2007 a Milano, sentite le relazioni introduttive e gli interventi scaturiti nel dibattito
ESPRIME CON FORZA IL MANTENIMENTO DELLA PROPRIA IDENTITA’ VERDE e rilancia le iniziative ambientaliste a partire da quella del "PATTO SUL CLIMA" e la realizzazione della Costituente Ecologista per il rafforzamento di un forte ed allargato soggetto ecologista nel nostro paese.

Conferma la necessità della presenza del SOLE CHE RIDE nelle Elezioni amministrative in coalizioni ampie di centro sinistra.

Nell’eventualità che le modifiche in campo istituzionale ed elettorale per le Elezioni del Parlamento Nazionale rendano opportuni accordi con altre forse politiche l’ASSEMBLEA dei VERDI della Lombardia propone alla Federazione nazionale dei Verdi:

1. di definire accordi politici-elettorali con le forze che condividono la centralità dei tempi ambientali e dei diritti civili e sociali

2. che in ogni eventualità sia sempre ribadita l’identità ed i contenuti ambientalisti nell’alleanza elettorale.

L’ESECUTIVO REGIONALE

Approvata a stragrande maggioranza con 7 astenuti ed 1 contrario


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categorie: politica
mercoledì, 28 novembre 2007

PROGETTO CERBA
Centro Europeo di Ricerca Biomedica Avanzata

E' stato votato nella seduta del Consiglio provinciale del 27.XI.07 lo stralcio dal Piano di Cintura Urbana n.3 (PCU3) del Parco Agricolo Sud Milano (PASM) dei 62 ettari di territorio su cui verrà realizzato il progetto CERBA (circa 1.000.000 di metri cubi capaci di generare quasi 40.000 spostamenti al giorno lungo un asse stradale, quello di via Ripamonti, già congestionato).
Lo stralcio - che compromette l'attuazione del PCU3 non affrontandola in modo organico - non ha raccolto il voto favorevole del gruppo dei Verdi per la Pace che, insieme a Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Sinistra Democratica, hanno promosso un ordine del giorno, passato a larga maggioranza e collegato alla deliberazione.


ORDINE DEL GIORNO
Collegato alla deliberazione n.72/2007

Premesso che:
La Regione Lombardia ha promosso Accordo di Programma per la realizzazione del progetto CERBA;

La Provincia di Milano ha aderito con deliberazione di Giunta n.19 del 17.I.2006 alla succitata proposta di accordo di Programma dando mandato al Presidente per gli adempimenti necessari;

Considerato che:
Le aree interessate dall’intervento CERBA rientrano nel territorio del Parco Agricolo Sud Milano (PASM) e sono sottoposte alla redazione dei Paini di Cintura Urbana (PCU);

IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI MILANO

Pur apprezzando
il progetto scientifico CERBA che mette al centro una azione sinergica tra ricerca e cura e che costituisce una opportunità per porre Milano al centro del crocevia scientifico internazionale;

Ritiene che
Procedendo allo stralcio delle aree CERBA dal PCU3 ”Parco delle Abbazie – L’agricoltura in città” di fatto si avvia la trasformazione di un’ampia porzione di Parco Agricolo Sud Milano,

Valutata
Altresì l'eccezionalità dell'atto in esame:

Impegna il Presidente della Provincia  e la Presidente del Parco Agricolo Sud Milano a:
  1. Far sì che nell’accordo di programma CERBA la cessione della piena proprietà delle aree a favore del PASM avvenga contestualmente alla sottoscrizione delle convenzioni;

  2. Far sì che le opere viabilistiche e del trasporto pubblico, evidenziate come ancora critiche, trovino adeguata soluzione nei contenuti dell’Accordo di Programma e vengano realizzate prima dell’entrata in funzione del complesso CERBA;

  3. Non procedere ad ulteriori iniziative di stralcio del PCU3 del Parco;

  4. Predisporre in tempi rapidi i contenuti del PCU3 in un rapporto trasparente e documentato con i comuni coinvolti dal piano stesso e con gli organi dell’Ente e del Parco stesso;

  5. I contenuti del PCU3 dovranno prioritariamente ispirarsi ai principi della tutela delle aree agricole attuali e della valorizzazione della attività agricola; della compensazione ambientale; della minimizzazione del consumo di suolo; della definizione di indici contenuti di trasformazione territoriale;

  6. Riferire agli organi competenti dell’Ente e del Parco lo sviluppo del confronto con il comune di Milano sui contenuti del PCU3.

firmato:
Andrea Gaiardelli (verdi per la pace)
Antonello Patta
(rifondazione comunista)
Giuseppe Foglia
(sinistra democratica)
Luca Guerra
(comunisti italiani)


Comunicato Stampa

Verdi e Cerba: si alla cittadella della ricerca ma non nel Parco Sud
Penati collabori di più con la sua maggioranza

Milano, 28 novembre 2007 – I Verdi nel Consiglio provinciale di ieri si sono astenuti sulla delibera che prevede l’edificazione del Cerba nel Parco Sud.

I Verdi sono favorevoli alla realizzazione della prestigiosa Cittadella della Scienza (Cerba), ma non nel Parco Sud, sia per il conseguente enorme consumo di territorio agricolo sia perché ci saranno 40 mila auto in più in via Ripamonti.

Per questi motivi avevamo chiesto di decentrare l’intervento fuori Milano, proponendo le aree dell’ex Alfa Romeo e dell’ex Sias di Pioltello: aree dismesse il cui riutilizzo non avrebbe comportato consumo di suolo. Da queste considerazioni nasce la scelta di astensione di ieri.

Al presidente Penati chiediamo di collaborare di più con la sua maggioranza, a partire dall’approvazione del Piano territoriale di coordinamento provinciale. Argomento centrale per i Verdi della provincia di Milano in occasione della prossima riunione di maggioranza.

Carlo Monguzzi, Capogruppo in Regione
Andrea Gaiardelli, Capogruppo in Provincia
Pietro Mezzi, Assessore al Territorio
Massimo Molteni, Presidente provinciale dei Verdi


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categorie: territorio, parchi
martedì, 27 novembre 2007

STATI GENERALI DELLA SINISTRA
Milano 1 e 2 dicembre 2007

Stati_generali_sinistra

 

Programma dei Lavori

Sabato 1 Dicembre
ore 14.00/ 17.30
Assemblea plenaria introduttiva
Centro Congressi della Provincia, via Corridoni 16
 
ore 17.30/ 19.30
Forum su: Lavoro e Welfare – 1a seduta
Centro Congressi della Provincia, via Corridoni 16
 
ore 17.30/ 19.30
Forum su: Ambiente e Territorio – 1a seduta
Aula del Consiglio Provinciale, corso Monforte 35

Forum su: Metropoli, Culture e Convivenze – 1a seduta
Camera del Lavoro, Sala Di Vittorio, corso di Porta Vittoria, 43
 
ore 17.30/ 19.30
Forum su: Diritti civili e laicità – 1a seduta
Camera del Lavoro, Sala Buozzi, corso di Porta Vittoria, 43
 
Domenica 2 Dicembre
ore 9.30/ 12.00
Forum su: Lavoro e Welfare – 2a seduta
Centro Congressi della Provincia, via Corridoni, 16
 
ore 9.30/ 12.00
Forum su: Ambiente e Territorio – 2a seduta
Aula del Consiglio Provinciale, corso Monforte 35

ore 9.30/ 12.00
Forum su: Metropoli, Culture e Convivenze – 2a seduta
Camera del Lavoro, Sala Di Vittorio, corso di Porta Vittoria, 43
 
ore 9.30/ 12.00
Forum su: Diritti civili e laicità – 2a seduta
Camera del Lavoro, Sala Buozzi, corso di Porta Vittoria, 43
 
ore 12.30/ 14.00
Assemblea plenaria conclusiva
Centro Congressi della Provincia, via Corridoni, 16

Ulteriori informazioni su: http://www.statigeneralisinistramilano.org/


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categorie: politica
mercoledì, 21 novembre 2007

Nucleare? No, grazie

nucleare_no_grazie

L’8 e 9 Novembre scorsi ricorrevano i 20 anni dal referendum in cui 21 milioni di italiani, sensibilizzati dal disastro di Chernobyl avvenuto il 26 aprile 1986, dicevano basta al nucleare in Italia, abrogando tre disposizioni di legge.

Di questi tempi il nostro Paese, anche a fronte del crescente costo del petrolio (oggi oltre i 99 $USA al barile) e al bisogno di energia pulita, sembra travolto da una nuova ondata di nuclearismo.

Ecco alcune ragioni per essere realmente nuovi, schierandoci per le risorse rinnovabili e ancora contro il nucleare, ormai energia del passato.

  1. Il problema delle scorie è irrisolto. Si dice che forse con i reattori di IV generazione i problemi di sicurezza saranno risolti, ma è bene sapere che questi non saranno disponibili prima dei prossimi 20 anni!
  2. Attualmente l’Italia non ha deficit energetico (72 GW di potenza elettrica installata, 52 GW di picchi potenza assorbita). Ci sono state invece crisi acute (black out) del sistema energetico del Paese che richiederebbero interventi immediati e non su tempi lunghi come quelli della costruzione di una centrale nucleare (il cui tempo medio di costruzione è 116 mesi).
  3. L’uranio è una risorsa esauribile. Si stima che l’uranio, ai consumi attuali, si esaurirà nei prossimi 70 anni.
  4. La centrale nucleare è una macchina che si sa montare ma che non si sa smontare, come dimostra il fatto che lo smantellamento degli impianti italiani, a 20 anni dal referendum, non è ancora stato completato.
  5. Il nucleare civile è il primo passo verso quello militare.
  6. Il nucleare richiede anche enormi quantità d’acqua per il raffreddamento degli impianti. L’acqua per la sua progressiva scarsità sarà la più probabile causa di nuovi conflitti.
  7. Una centrale nucleare è un investimento forte –più o meno sovvenzionato dallo Stato – che richiede di concentrare capitali ingenti: una vera benedizione per i potentati economici che non si assumono i rischi dell’operazione, ma una vera maledizione per i cittadini-consumatori.
  8. Con la liberalizzazione dei mercati dell’energia i costi del nucleare sono fuori mercato. Uno studio del MIT (Massachussetts Institute of Tecnology) indica il costo in 6,7 cent$/kWh per il nucleare, 4,2 cent$/kWh per il carbone e 3,8 cent$/kWh per il gas naturale.
  9. Il rischio di incidente grave non può essere escluso (sempre lo stesso studio del MIT indica la probabilità di un incidente grave ogni 50 anni con i 400 impianti attualmente funzionanti a livello mondiale). Ulteriori rischi, purtroppo reali, derivano oltre che dalla fase di produzione anche dalle fasi di trasporto, trattamento e stoccaggio del combustibile esaurito, particolarmente esposte a possibili azioni terroristiche.
  10. Un impianto nucleare (centrale o sito di stoccaggio che sia) è sicuramente di difficile accettabilità da parte dei cittadini interessati dalla localizzazione. L’Italia deve ancora realizzare il deposito nazionale per il trattamento delle 90 mila tonnellate di rifiuti radioattivi prodotti dalle nostre centrali.

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categorie: energia
mercoledì, 07 novembre 2007

Emigrazione e immigrazione

La storia dell’Italia è fatta anche di milioni di emigranti che, a partire dal 1861 anno della proclamazione del Regno d’Italia, hanno lasciato il nostro Paese in cerca di fortuna e di lavoro. Le partenze di nostri italiani verso le nazioni più ricche sono state così numerose da farne un fenomeno di proporzioni epocali, tanto da definirlo come il più grande esodo migratorio della storia.emigrantiUSApq

"Abbiamo all'incirca in questa città trentamila italiani, quasi tutti provenienti dalle vecchie province napoletane, dove, fino a poco tempo fa, il brigantaggio era l'industria nazionale. Non è strano che questi briganti portino con sé un attaccamento per le loro attività originarie" era scritto sul "New York Times" il 1° gennaio 1894, un po’ quello che si legge oggi sui nostri giornali rispetto ai Rumeni, agli Albanesi, ai Rom o ad altri stranieri che hanno cominciato ora ad arrivare nel nostro Paese.

Da qualche anno infatti l’Italia ha mutato la sua condizione di Paese di emigrazione a quello di immigrazione e flussi di persone in cerca di lavoro e fortuna arrivano con i mezzi più disparati. Questa marea di diseredati, un flusso originato dalla necessità di trovare mezzi di sostentamento più adeguati è spesso preda di cinici profittatori - un esempio sono le inchieste del giornalista Fabrizio Gatti tra i raccoglitori di pomodori - e qualche volta ha la faccia brutta del delinquente che non esita a commettere violenza nei confronti degli italiani o di altri stranieri.

Aldilà delle retoriche è importante, in questo momento, non lasciarsi trasportare dalla “pancia”, ma ragionare razionalmente e seriamente rispetto un fenomeno che ha assunto in Italia dimensioni crescenti. Il rispetto delle regole, da quelle del codice della strada ai regolamenti condominiali, dal imagespagamento delle tasse alla tutela della dignità umana, è un concetto che deve valere per tutti essendo alla base di ogni forma di convivenza civile e di società. L’osservanza delle norme e i comportamenti civili, però non si ottengono soltanto attraverso la repressione o con misure “d’emergenza”. La convivenza tra i popoli e tra i cittadini è frutto di un processo di educazione, che passa sì anche attraverso la repressione di comportamenti devianti, ma è anche il risultato di politiche di contrasto a tutte le difficoltà e di iniquità.

Consentire il degrado, come le baraccopoli, ma anche l’incuria nelle stazioni, nei parchi o delle periferie è indegno di un Paese che si dice civile. La sicurezza la si garantisce anche modificando il contesto di vita di molte periferie, troppo spesso, abbandonate a sé stesse, colpendo le forme di sfruttamento e offrendo reali possibilità d’inclusione.stranieri

Stiamo assistendo, in questi giorni, a una campagna mediatica irresponsabile perché in molti hanno individuato in romeni e rom il nuovo “uomo nero” e tutto ciò non fa che soffiare sul fuoco della xenofobia. Occorre riportare il dibattito all’interno dei giusti canali e delle giuste proporzioni, per contrastare ogni fenomeno d’intolleranza. “O’ mariuolo non tiene nazionalità”, dice Eduardo de Filippo nel suo “Napoli milionaria”, ed è proprio questa saggia considerazione a invitare una più seria e serena riflessione.


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categorie: stranieri
lunedì, 05 novembre 2007

Abbiamo bisogno di aria pulita
non di opere inutili

70 mila auto in più ogni giorno verso Milano

Alla nuova tangenziale 1.742 miliardi di euro
al trasporto pubblico solo le briciole

La nuova tangenziale costerà 1 milardo e 742 milioni di euro e non risolverà i problemi di traffico e congestione. Anzi li aumenterà: con la nuova infrastruttura sono previste 70 mila auto in più al giorno verso Milano. Al trasporto pubblico saranno destinate, forse e come al solito, le briciole.

Di Pietro, Formigoni e Penati firmano l'accordo di programma sulla TEM, la nuova tangenziale est esterna milanese, una nuova autostrada a tre corsie lunga 40 chilometri che colegherà l'Autostrada del Sole da Melegnano con l'A4 ad Agrate.

Secondo le previsioni ufficiali allegate al progetto il traffico sulla tangenziale est esistente diminuirà dell'8%; per contro sulle strade statali Cassanese e Rivoltana il traffico aumenterà del 50%.

A seguito delle pressanti richieste dei Comuni interessati, le stesse istituzioni si impegnano anche a realizzare due prolungamenti delle linee metropolitane: da Cologno a Vimercate e da San Donato a Paullo. Purtroppo però per realizzare queste opere non ci sono stanziamenti certi.

Siamo qui oggi per chiedere di invertire una rotta che comporta la destinazione delle sole briciole al trasporto pulito e collettivo e ingenti finanziamenti, solo in parte provenienti dai privati, per le infrastrutture inutili che danneggiano il territorio senza risolvere peraltro i problemi di congestione dell'est Milano.

Gruppi consiliari Verdi per la Pace
Regione Lombardia e Provincia di Milano

TEM2-LR


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categorie: mobilitÃ