Gli inceneritori questi mostri inutili.
Si è aperta sulla vicenda rifiuti, in seguito anche alla gravissima crisi che sta investendo la Campania, una vera e propria “caccia al Verde” perché, secondo certa sciatta, meschina e allineata stampa, i Verdi sono il partito che non vuole modernizzare l’Italia e quindi contrastano gli inceneritori (o come vengono eufemisticamente chiamati in Italia “termovalorizzatori”), gli unici strumenti, secondo sempre il battage mediatico, in grado di dare soluzione al problema dello smaltimento dei rifiuti. Ma è davvero così? Gli inceneritori, risolvono davvero il problema di come “liberarci” dalla munnezza?
Sgombriamo il campo dai fraintendimenti: gli inceneritori non risolvono il problema e basta soltanto darvi un dato per capire quanto in realtà questi macchinari siano inutili. Incenerire i rifiuti significa non far svanire il materiale, ma trasformarlo (questa è una legge fisica per cui, in natura nulla si crea né si distrugge ma tutto si trasforma). Perciò 100 kg di rifiuti diventeranno circa 30kg di ceneri da mandare in discariche cosiddette speciali. Fare la raccolta differenziata, al contrario, consente di recuperare 60, 70 se non addirittura 80 kg di quell’immondizia, il che di per sé rende il sistema più efficiente da un punto di vista economico. Infatti la raccolta differenziata ha bisogno di investimenti minori nell’ordine di un quarto della spesa, rispetto alla costruzione di un inceneritore.
Gli inceneritori, poi sono dannosissimi per la salute dell’uomo, è un dato incontrovertibile, perché producono quelle che si chiamano nano particelle, il PM2,5 e il Pm0,01 (sostanze infinitamente piccole da non poter essere intercettate da alcun filtro e che hanno la capacità di intossicare le cellule umane), oltre a diossine e furani. Tutto ciò causa il cancro, oltre ad altre “simpatiche” patologie mutagene per l’uomo e per l’ambiente stesso.
Allora quale soluzione se gli inceneritori non servono? Ebbene una prima soluzione al problema dello smaltimento dei rifiuti è la raccolta differenziata: questa consente di produrre 3 o 4 volte più energia di un inceneritore, perché il potere calorico di un simile impianto è di circa il 15%.
Vi sono poi i TMB. Il Trattamento meccanico biologico smaltisce il rifiuto non differenziabile, non riutilizzabile né recuperabile, senza bruciare (tutto si svolge massimo a 60°) e digerendo i rifiuti tramite batteri aerobi e anaerobi. Non solo non si producono nanoparticelle ma il biogas prodotto alimenta l’impianto stesso, con un peso energetico netto vicino allo zero. Per l’inceneritore che produce energia, servono 6 KW prodotti da rifiuti per produrre 1 KW di energia. Se questa è efficienza. La realizzazione di un impianto TMB, poi, costa circa 1/4 di quella di un piccolo inceneritore e il residuo dei rifiuti che rimane è circa il 15% di quanto entra nell’impianto ed è 10 volte meno inquinante di quello che andrebbe in discarica con l’incenerimento dei rifiuti.
Questi però sono due rimedi di fine filiera.
Per risolvere il problema dei rifiuti occorre agire alla fonte. Il professor Paul Connett, ordinario di Chimica ambientale e generale alla St Lawrence University of Canton NY e propugnatore della strategia “Zero Waste” (Rifiuti zero) è chiaro dobbiamo arrivare a ridurre la produzione dei rifiuti non differenziabili. Ossia, tutto ciò che non è riutilizzabili o riciclabile, deve essere messo fuori produzione. Soltanto in questa maniera e attraverso a quella che lo stesso Connett definisce un’alleanza tra la responsabilità civica e la responsabilità industriale, coordinata dalla politica, possiamo risolvere e nello spazio di pochi anni il problema definitivamente. All’estero, Germania, Svezia, Danimarca, tanto per fare alcuni esempi già operano in tal senso e l’Italia non cammina tanto lontano. E questo perché abbiamo uno dei sistemi di raccolta “porta a porta” tra i più efficienti e sviluppati d’Europa. Il ministro Pecoraro Scanio quando dice puntiamo sulla raccolta differenziata ha perfettamente ragione ed è in linea con le attuali strategie europee. Certa stampa, quindi, farebbe meglio a informarsi, a leggere e a studiare di più invece di sbraitare sguaiatamente come “cane del padrone”.
Gian Paolo Locatelli.
Per ulteriori approfondimenti:
http://it.youtube.com/watch?v=HVG0Q8Yz6Es
http://dirittodicoscienza.blogsome.com/2006/04/23/a-morte-gli-inceneritori-viva-il-tmb/
http://www.minerva.unito.it/chimica&industria/MonitoraggioAmbientale/caldiroli.htm
NUOVO INCENERITORE A MILANO? NO, GRAZIE! UN NUOVO INCENERITORE IN PROVINCIA NON SERVE
"Un nuovo inceneritore non è necessario in Provincia di Milano, ma sono necessarie politiche di contenimento della produzione dei rifiuti, d'incremento della raccolta differenziata (in particolar modo nel comune di Milano) e della promozione al riutilizzo. Tutte cose prevista dal Piano rifiuti della provincia e proprio per questo innovativo". E' quanto dichiarano i Verdi di palazzo Isimbardi. "Ancora una volta ci troviamo di fronte a vecchie logiche - esordiscono Andrea Gaiardelli e Giuseppe Scarano, capogruppo e consigliere dei Verdi - che vogliono premiare gli interessi economici di pochi a scapito dell'interesse dei molti. Dire, come sta facendo qualcuno in questi giorni, che se non si costruisce un nuovo inceneritore a Milano si rischia la situazione campana, è falso, oltreché stupido".
"E' falso", secondo i Verdi, "perché i dati con i quali è stato redatto il PPGR sono verificabili e da questo punto di vista i tecnici hanno lavorato con coscienza e professionalità. Giocare poi sul'allarmismo è invece una manovra volta a cacciare fumo negli occhi dei cittadini perché non vedano quali interessi economici si celano dietro certe scelte".
"E' evidente come la Regione - prosegue Scarano - non si stia muovendo su di un piano puramente tecnico, ma squisitamente ideologico. Del resto non potrebbe essere altrimenti. Non dimentichiamoci infatti che i nostri predecessori alla guida della Provincia di Milano, la Giunta polista della Colli, non ha mai voluto redigere un piano rifiuti e forse per non "disturbare" il manovratore Formigoni".
I Verdi concludono: "Prima di affermare la necessità di un nuovo inceneritore - conclude Gaiardelli - Penati farebbe bene a verificare fino in fondo le prescrizioni di quello che è anche il suo Piano".
RIFIUTI - SINISTRA: "DA PENATI DICHIARAZIONI CONTRADDITTORIE. È NECESSARIO INCONTRO URGENTE"
Non basta la Tem ci vogliono anche soldi per il trasporto pubblico
Presentato ordine del giorno in Consiglio provinciale
per impegnare Penati a trovare più soldi per ferrovie e metropolitane
Nel corso della discussione per il rifinanziamento della società TEM, controllata dalla Provincia di Milano, i Verdi chiedono più attenzione al trasporto pubblico. Occorre infatti andare a trovare le risorse necessarie perché ferrovia e metropolitane divengano veramente concorrenziali rispetto l’utilizzo dell’auto privata. Per tale ragione dalla maggioranza di centro sinistra è stato presentato un ordine del giorno in Consiglio provinciale.
“Nell’accordo di programma siglato il 5 novembre 2007 per la realizzazione della Tangenziale est est – afferma Andrea Gaiardelli, capogruppo Verdi a palazzo Isimbardi – si fa chiaro riferimento alla necessità di potenziare il sistema di trasporto pubblico. Il punto è che questo ha bisogno di investimenti, non ancora previsti. In questo senso vogliamo sollecitare il presidente Penati affinché si adoperi con Governo e Regione”.
Per i Verdi infatti non è possibile ragionare soltanto in termini di potenziamento di strade e autostrade, ma occorre promuovere anche le alternative a quel tipo di mobilità. “Come ambientalisti manteniamo la nostra contrarietà al progetto di Tangenziale esterna – prosegue Gaiardelli – e non siamo certo soddisfatti di questo risultato (l’accordo di programma, ndr) perché avremmo preferito altre soluzioni (come il potenziamento delle strade esistenti e l’incremento del trasporto pubblico). Visto però che la Provincia è attore in questo schema è necessario che operi da garante per il territorio, attuando politiche a favore delle alternative alla mobilità su gomma”.
Presentato un Ordine del giorno per favorire il trasporto pubblico
Milano, 17 gennaio 2008
Ordine del giorno collegato alla deliberazione n.
Premesso che
La Provincia di Milano con deliberazione del 18-12-2007 ha aderito all’Accordo di Programma per la realizzazione della Tangenziale Est Esterna di Milano;
il testo dell’Accordo di programma, oltre a prevedere la realizzazione dell’opera autostradale, prevede la realizzazione di opere di potenziamento del trasporto pubblico su ferro, per le quali però non sono previsti stanziamenti certi di risorse;
Il Consiglio provinciale di Milano
Impegna
Il Presidente e la Giunta provinciale, nel proseguire i lavori dell’Accordo di programma, ad ottenere, prima dell’approvazione del progetto definitivo, il finanziamento delle opere di potenziamento del trasporto pubblico su ferro come previste nel succitato accordo.
Destini separati per Alitalia e Malpensa
Per i Verdi della provincia far vivere lo scalo si può, ma potenziando la ferrovia e specializzandolo non solo per il trasporto passeggeri
“Un aeroporto nato su presupposti sbagliati che ora è necessario correggere”. Si può sintetizzare così il pensiero del gruppo Verdi della provincia di Milano rispetto alla questione Malpensa, giunto oggi 14 gennaio sui banchi del Consiglio provinciale con la relazione del presidente di Sea Bonomi.
“Ora la vicenda dell’aeroporto di Malpensa – afferma Andrea Gaiardelli, capogruppo dei Verdi in Provincia – deve essere scollegata dalla vendita di Alitalia, che deve essere fatta in funzione delle regole di mercato e della migliore offerta. Sul caso Alitalia è necessario che la politica faccia un deciso passo indietro”.
Separati i due destini, ci si potrà occupare dello scalo di Malpensa. Perché questo prosegua nella sua attività è necessario però necessario ragionare in termini di sistema integrato con gli altri aeroporti del nord Italia. “Abbiamo la necessità di razionalizzare il sistema degli scali lombardi – prosegue Gaiardelli – e degli altri presenti nelle regioni settentrionali. Inoltre qualsiasi intervento su Malpensa deve prestare attenzione all’integrazione ambientale nel Parco del Ticino e del contesto territoriale in cui l’aeroporto è inserito, aspetti fin ad ora sempre trascurati”.
Vi è poi la questione delle infrastrutture a servizio dello scalo. Per i Verdi non è pensabile che un simile aeroporto continui a essere servito in maniera così poco efficiente da parte delle linee ferroviarie. Occorre quindi puntare a un loro potenziamento se si vuole mantenere in vita Malpensa e renderlo davvero efficiente.
“Malpensa – conclude Gaiardelli - potrà trovare una specializzazione non solo nel trasporto passeggeri, dove ci sono già altri scali importanti al nord, ma ad esempio nell'import-export (settore dove ha già conseguito grandi risultati) proprio perché a servizio di un'ampia area produttiva. Eppoi ci sono i nuovi modi di spostarsi, come il point to point, più vicino alle esigenze degli uomini d'affari che non trascorrono tempi morti negli hub, in attesa dell'aereo che li porti a destinazione”.
E' partito il 2 gennaio il ticket di ingresso ai Bastioni a Milano.A Basiano arriva "Una scomoda verità"
Dopo Cassano, Trezzo e Inzago il film di David Guggenheim “Una scomoda verità” arriva a Basiano. Venerdì prossimo, nella sala polivalente del municipio alle 21, il gruppo Verdi della provincia di Milano in collaborazione con il circolo ecologico “Ca’ bianca”, ha infatti organizzato la proiezione della pellicola che vede protagonista l’ex vicepresidente Usa Al Gore e che tratta dei mutamenti climatici in atto nel nostro pianeta.
L’iniziativa, patrocinata dall’Unione dei comuni di Basiano e Masate, è volta a far conoscere a tutti i cittadini della provincia i pericoli che sta correndo attualmente la Terra, a causa dello sconsiderato intervento dell’uomo. Gli scienziati dell’IPCC, l’organismo dell’Onu creato per l’analisi di tale fenomeno e premiato assieme allo stesso Gore con il nobel per la pace, hanno da tempo indicato nel surriscaldamento dell’atmosfera prodotto dall’immissione di gas serra nell’aria la causa di molti eventi atmosferici estremi, come urgani, siccità, inondazioni, innalzamento dei livelli oceanici, discioglimento delle calotte artiche, etc.
Tutto ciò porta non a caso l’ex vice presidente americano ad affermare, a chiare lettere, quanto sia in gioco la nostra stessa sopravvivenza e lo fa attraverso un’esposizione chiara e suffragata da dati scientifici. Molto più di dibattiti e conferenze il film è efficace nel presentare la situazione di “grave malattia” nella quale si trova il nostro ambiente, dall’Europa all’Africa, dall’America all’Asia e all’Ocenania.
La serata sarà introdotta dal capogruppo dei Verdi a palazzo Isimbardi Andrea Gaiardelli e dal presidente della “Ca’ Bianca” Luigi Gariboldi. L’appuntamento è fissato per le 21 nella sala polivalente del municipio di Basiano, via Roma 11.