giovedì, 25 settembre 2008

Piani di Cintura Urbana

Si è avviata la procedura per la redazione dei Piani di Cintura Urbana, una serie di progetti che andranno a realizzare, nel perimetro dell’area della città di Milano, una serie di parchi e aree verdi di valore per la tutela del nostro territorio.
I PCU interessano, oltre a Milano anche una serie di comuni limitrofi e parte del Parso Agricolo Sud Milano. L’accordo di programma che si andrà a redigere ha individuato ben cinque intereventi :
Comparto 1 – Parco ovest “Il bosco in città”, comprendente ambiti territoriali siti nel Comune di Milano,
Comparto 2 – Parco dei Navigli “L’acqua in città”, comprendente ambiti territoriali siti nei Comuni di Milano, Assago, Buccinasco,
Comparto 3 – Parco delle Abbazie “L’agricoltura in città”, comprendente ambiti territoriali siti nei Comuni di Milano, Opera, Rozzano, San Donato Milanese, San Giuliano Milanese,
Comparto 4 – Parco est “Idroscalo”, comprendente ambiti territoriali siti nei Comuni di Milano, Segrate, Peschiera Borromeo,
Comparto 5 – Lambro Monlué, comprendente ambiti territoriali siti nei Comuni di Milano, Peschiera Borromeo;
Con la redazione di detti piani la Provincia intende perseguire diversi obiettivi: quello della tutela ambientale generale, offrire più strutture per lo svago e il tempo libero, tutelare e laddove possibile incrementare l’attività agricola, trasformare e recuperare zone degradate, valorizzare i beni storico architettonici presenti, mitigare l’impatto di infrastrutture esistenti o in via di realizzazione.


postato da: andreagaia alle ore 17:02 | link | commenti
categorie: pasm

Visita all’oasi di Vanzago.

Oggi la commissione Ambiente della Provincia di Milano è stata ospite del “Bosco di Vanzago”, una delle riserve naturali più importanti della provincia. La visita ha avuto come scopo quello di verificare le opere straordinarie realizzate all’interno dell’oasi WWF con il contributo diretto della Provincia. In particolare sono state installate voliere per i degenti del Centro recupero animali selvatici e voliere didattiche, spazi dedicati agli animali selvatici che non possono più essere messi in libertà e poi sono stati realizzati capanni per l’osservazione, un recinto faunistico e altre strutture adatte a migliorare la fruizione dell’oasi. La visita della commissione è stata anche l’occasione per liberare uno scoiattolo rosso curato nell’oasi e ora perfettamente guarito e pronto per tornare nel suo ambiente naturale, oltre che per trasferire sia alcune tartarughe terrestri nelle nuove recinzioni, sia due gufi reali nelle nuove voliere di riabilitazione.
Il bosco di Vanzago (
http://www.boscowwfdivanzago.it/) è stato riconosciuto come riserva naturale nel 1979. Si tratta di un’importante spazio naturalistico dentro il quale è possibile conoscere e ammirare una varietà di flora e di fauna, un’oasi di pace a due passi da Milano, in una delle zone più antropizzate d’Europa.


postato da: andreagaia alle ore 16:49 | link | commenti
categorie: ambiente, parchi
martedì, 23 settembre 2008

Earth Overshoot Day

Il 23 settembre è l’Earth Overshoot Day. Non si tratta di una ricorrenza festova, ma significa che in questi giorno avremo completamente utilizzato tutte le risorse rinnovabili che la natura ci può fornire nel 2008. Ad affermarlo è Global Footprint Network, una importante associazione di ricerca che misura quante risorse naturali abbiamo, quante ne usiamo, e chi le usa.

Fin dal 1980, l'umanità ha iniziato ad essere nella condizione di sovraconsumo (Overshoot), poiché usa le risorse naturali più velocemente di quanto possano essere rigenerate e immette carbonio nell'atmosfera più velocemente di quanto possa essere riassorbito. Ad esempio lo stile di vita Italiano consuma risorse come se esistessero 3 Italie.

Secondo il Global Footprint Network stiamo impiegando a livello globale la capacità di rigenerazione naturale di 1,4 pianeti, ma, ovviamente, ne abbiamo solo uno a disposizione. La conseguenza è che  le nostre riserve – come gli alberi e i pesci – continuano ad esaurirsi e i nostri rifiuti – in primis l'anidride carbonica – continuano ad accumularsi.
In sostanza l'umanità si comporta come una persona che vive degli interessi prodotti da un certo capitale; se durante l'anno spende di più degli interessi inizia a intaccare il capitale e quindi in pochi anni va in rovina.

Il sovraccarico ecologico, inoltre, è alla radice di molti dei più urgenti problemi ambientali che dobbiamo fronteggiare oggi: il cambiamento climatico, la diminuzione di biodiversità, la riduzione delle foreste, il collasso della pesca e l'attuale  crisi alimentare globale.
 
La data dell' Earth Overshoot Day ogni anno cade sempre più presto a causa della crescita dei consumi umani.
 
Il Primo Earth Overshoot Day fu il 31 dicembre 1986. Dieci anni più tardi, a causa di un consumo annuale maggiore del 15% rispetto alla capacità di produzione del pianeta, l' Earth Overshoot Day cadde in novembre. Quest'anno, a più di due decenni dal primo Overshoot, la fatidica giornata cade il 23 settembre e il nostro livello di sovraconsumo è maggiore del 40% di quanto la Terra riesce a produrre annualmente. E si calcola che nel 2050 tale data si sposterà al 1 luglio.

Occorre una netta inversione di tendenza se non vogliamo procedere verso una precoce estinzione. E per farlo possiamo anche agire sui nostri comportamenti quotidiani, limitando i nostri consumi, come quello di utilizzare più mezzi pubblici e biciclette invece delle automobili, bevendo l’acqua del nostro rubinetto e non acquistando l’acqua in bottiglie di plastica, non rincorrendo sempre l’ultima moda, acquistando elettrodomestici a basso consumo energetico, etc. Inoltre possiamo cercare di influenzare governi locali e nazionali affinché promuovano politiche più attente alla tutela dell’ambiente, come la raccolta differenziata dei rifiuti, che consentono di recuperare materiale e quindi non consumano nuove risorse, oppure nella realizzazione di infrastrutture più attente alla mobilità alternativa al mezzo privato.


postato da: andreagaia alle ore 09:38 | link | commenti
categorie: ambiente
giovedì, 18 settembre 2008

Smaltire i rifiuti utilizzando più tecnologie

La recente audizione del “Comitato per l’alternativa all’inceneritore” di Desio, ha evidenziato come esistano e siano percorribili strade, per lo smaltimento dei rifiuti, completamente differenti rispetto a quelle “sponsorizzate” per la maggiore nel nostro Paese.

I cittadini di questo gruppo, accompagnati anche da due tecnici come il professo Federico Valerio dell’Istituto per la ricera sul cancro di Genova e Carla Reyneri della Cst di Torino (società che si occupa di impianti di Trattamento meccanico biologico), hanno ben dimostrato quanto detto in premessa presentando i risultati di uno studio specifico che ha confrontato le differenti modalità di smaltimento dei rifiuti. Il risultato mette in luce come gli inceneritori (o termovalorizzatori) rappresentino una tecnologia, oltre che altamente inquinante anche diseconomica e questo perché è, a dispetto del nome, una tecnologia che consuma molta più energia rispetto ad esempio alla raccolta differenziata e al trattamento meccanico biologico.


Proprio questa tecnologia di smaltimento è stato fatto proprio dal Comitato, che in tal modo non si presenta come un insieme di cittadini preoccupati semplicemente di difendere il proprio territorio, ma come chi invece si trova di fronte a un problema comune e decide di trovare una percorribile alternativa. In definitiva ancora una volta emerge come la strada da percorrere nella gestione dei rifiuti sia quella di una pianificazione integrata che preveda politiche di riduzione degli stessi, la raccolta differenziata e recupero del materiale di “post consumo”, affidandosi non solo a una tecnologia, ma a differenti alternative.


postato da: andreagaia alle ore 15:58 | link | commenti
categorie: rifiuti
martedì, 16 settembre 2008

COMUNICATO STAMPA Milano, 9.9.2008
La coalizione che governa la Provincia di Milano
affronti e sciolga i nodi in discussione
Ritrovare unità d’intenti anche per il futuro

La coalizione di centro sinistra che ha la responsabilità di governo in provincia di Milano sta vivendo una fase complessa, con evidenti ripercussioni in vista delle elezioni in programma la prossima primavera.

I Verdi sostengono che la strada migliore per sciogliere i nodi politici non sia ricorrere a esclusioni o autoesclusioni, ma affrontare i problemi esistenti per operare una efficace verifica in relazione al programma da realizzare nell’ultimo scorcio di legislatura.

 

Le questioni più calde su cui trovare l’accordo sono:

-il piano provinciale dei rifiuti

-il piano territoriale di coordinamento provinciale

-i piani di cintura del Parco Sud

-le politiche di inclusione in tema immigrazione

 

Tutti i partiti che compongono la coalizione devono operare il massimo sforzo per arrivare a una sintesi politica dei punti nodali.

Se questo sarà il risultato – e i Verdi a questo sono impegnati – non si capisce perché non si possa riproporre alle elezioni provinciali del 2009 questa stessa coalizione, che può vantare importanti risultati nei quattro anni di governo.

I Verdi ritengono, inoltre, opportuno mantenere l’asse politico della coalizione a sinistra.

Nel corso delle prossime assemblee, i Verdi affronteranno il tema delle alleanze e delle scelte in funzione delle scadenze elettorali, ma oggi confermano l’appoggio al presidente Filippo Penati per portare a termine positivamente gli impegni assunti.

 

Massimo Molteni, Presidente provinciale milanese Verdi

Pietro Mezzi, Assessore al Territorio Provincia di Milano

Andrea Gaiardelli, capogruppo Verdi Provincia di Milano


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categorie: politica, istituzione
martedì, 09 settembre 2008

La scuola secondo la Ministro Gelmini

Per il Ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, il sud Italia ha un’ulteriore deficit rispetto al nord: là infatti le scuole non garantiscono una preparazione di livello rispetto alle omologhe del nord.
Il pensiero della Ministro deprecabile di per sé, per il fatto che è molto più opportuno che un rappresentante delle istituzioni invece di denigrare s’impegnasse per eliminare gli eventuali problemi, è “aggravato” dalla scoperta che la suddetta per ottenere l’abilitazione a esercitare la professione di avvocato si è recata a Reggio Calabria, invece di Milano. Beccata in flagrante la Ministro si è difesa dicendo che non poteva fare l’esame a Milano, perché notoriamente le commissioni sono più severe, e avendo la necessità di mettersi subito al lavoro (ah, il culto lombardo del lavoro che brutta bestia!) ha scelto una sede dove, notoriamente, la commissione è sempre stata più larga di manica. Tutto ciò con buona pace dei discorsi sulla meritocrazia e sulla necessità di premiare sempre e comunque chi lavora sodo.
Cara la nostra Ministra, vista la sua predilezione per i voti, una simile gaffe merita proprio un bel 4!


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categorie: scuola