Forza Italia e Alleanza Nazionale (quelli del "lasciateci governare") hanno contribuito con il consigliere di Sinistra Critica e quello dei Comunisti Italiani a bloccare l'adozione del Piano rifiuti. La seduta di ieri (iniziata alle 15.30 del pomeriggio e terminata questa mattina alle 4.30!) era riuscita ad affrontare solo il dibattito generale e la discussione di 9 ordini del giorno. Più di 50 gli interventi di AN e Forza Italia per impedire l'adozione del Piano. Questa mattina la seduta è andata deserta per mancanza del numero legale: Forza Italia, AN, Udc, Lega Nord, Comunisti Italiani e Sinistra Critica non sono entrati in aula dove non erano presenti anche due consiglieri del PD, il rappresentate dei Socialisti e due della Sinistra Democratica.
Il centro-destra ora chiede alla Regione il commissariamento della Provincia in tema di rifiuti. E Penati ci sta perché la normativa regionale individua proprio nel Presidente della Provincia la figura del commissario...
In approvazione il Piano Rifiuti
Da giovedì prossimo il Consiglio provinciale sarà impegnato nella riadozione del Piano Provinciale Gestione Rifiuti (PPGR).
Un PPGR era già stato adottato nel luglio 2007 e oggetto di una serie di osservazioni (richieste di modifiche ed integrazioni) da parte dell'ente regionale che ha poi l'onere di approvare il piano.
Del piano 2007 – che aveva avuto il voto favorevole del gruppo dei Verdi – resta molto.
Rimangono inalterati diversi obiettivi: la percentuale di riduzione dei rifiuti alla fonte; quelli di raccolta differenziata (52% entro il 2011); di raccolta differenziata per la città di Milano al 40,7% (attualmente al 31,4%). Resta fermo il principio di autosufficienza a livello provinciale.
In materia impiantistica (inceneritori) resta immodificato il principio per cui il deficit impiantistico (accertato) dovrà essere prioritariamente soddisfatto attraverso il potenziamento e/o il rifacimento degli impianti esistenti in provincia, anche in prossimità dei siti sui quali oggi insistono gli impianti, facendo salvo il principio di non proliferazione degli impianti. Permane il divieto di ulteriore potenziamento di impianti autorizzati per potenzialità superiori a 400.000 t/a (leggi Silla 2).
Le richieste della Regione certo introducono alcuni elementi pericolosi contro i quali, in queste settimane ci siamo battuti.
Le richieste regionali si suddividono in elementi da integrare ed elementi da moficare così sintetizzabili:
- Nuovi criteri per la localizzazione degli impianti ai sensi della DGR 8/6581 del 13 febbraio 2008 e della richiesta di rendere penalizzanti alcune aree del capoluogo che la Provincia aveva classificato come escludenti per la localizzazione di inceneritori e discariche.
- Riconoscimento dell'impianto di Abbiategrasso (35.000 t/a).
- Incremento della potenzialità di riserva del trattamento termico da 100.000 t/a a 200.000 t/a, risultando così il deficit impiantistico di termodistruzione complessivamente pari a 607.000 t/a (invece delle 507.000 t/a del Piano del Luglio 2007).
Le scorse settimane, il gruppo dei Verdi (insieme a Sinistra Democratica) ha lavorato per costruire una posizione della provincia di Milano capace di affrontare l'esigenza amministrativa di non farsi bocciare il Piano rifiuti (evitando il commissariamento e l'assenza di un piano che giustificherebbero la possibilità per la Regione di autorizzare qualsiasi impianto senza programmazione) e di marcare alcune differenze politiche (mentre Rifondazione Comunista e PdCI costruivano una posizione di “resistenza” proponendo emendamenti ostruzionistici - che in verità Rifo non ha poi prodotto agli atti, viste le note vicende che si sono susseguite).
Il risultato è che il Piano conterrà sì le richieste della Regione (che la Regione stessa in due note mandate alla Provincia spiega essere “integrazioni vincolanti” affinché il PPGR possa essere approvato) ma anche una forte critica per via di questa richiesta di abbassare il livello di tutela delle del Parco Sud in comune di Milano (che passano da escludenti a penalizzanti).
I Verdi e SD -hanno su questo tema presentato comunque un emendamento che chiede l'esclusione delle aree del capoluogo.
Inoltre anche grazie al nostro lavoro si confermano come escluse dalla possibilità di insediamento di impianti tutte le altre aree protette provinciali (che sono state a forte rischio e si sarebbero ridotte dal 30% al 8% del territorio se fosse passata la proposta tecnica dell'assessorato). Si conferma il principio di non proliferazione impiantistica e la gerarchia degli interventi (potenziamento, rifacimento, sostituzione degli impianti di incenerimento). Si riconferma altresì la volontà di annullare il ricorso alla discarica (anche se la Regione ha autorizzato nuovamente Inzago...).