martedì, 27 ottobre 2009

MEDIGLIA: NO AL GASSIFICATORE

Da Palazzo Isimbardi:

Questa notizia non può che farmi piacere, avendo seguito per anni le vicende di gestione rifiuti della Provincia di Milano. Troppe volte è stato fatto inutile allarmismo sulle esigenze impiantistiche provinciali ("se non si fa questo, finiremo presto come Napoli") dettato non dalle reali necessità ma solo da speculazioni politiche e industriali.

L'impianto di gassificazione rifiuti di Mediglia inoltre non stava in nessuna pianificazione... 


 

Comunicati stampa

22 ottobre 2009
Podestà: «Nessun gassificatore a Mediglia»


Il Presidente della Provincia On. Guido Podestà, ha ribadito al sindaco di Mediglia che «non ci sarà nessun gassificatore sul territorio del Comune». Come sostenuto in campagna elettorale «la Provincia di Milano ritiene che la localizzazione dell’impianto sia troppo prossima alle abitazioni e che la stessa struttura non sarebbe affatto compatibile con il territorio». Una posizione netta che arriva anche dopo «una delibera, assunta nella scorsa legislatura del consiglio Provinciale che all’unanimità si era espresso contro il gassificatore».


postato da: andreagaia alle ore 17:57 | link | commenti
categorie: rifiuti, provincia

ELETTI LOMBARDI ALL'ASSEMBLEA

PER IL COORDINAMENTO REGIONALE DEI VERDI


PRESIDENTE

ELISABETTA PATELLI

COORDINATORI ELETTI

MOZIONE 1

1) Andrea Gaiardelli
2) Michele Crapuzzo
3) Andrea Ladina
4) Fabio Corgiolu
5) Walter Girardi

MOZIONE  2

1) VINCENZO BARBARISI

2) ROBERTA CARTA

3) LORENZO ANTONINO

4) FRANCESCO CASAROLLI

MOZIONE  3

1) CRISTINA MILANI


PER IL CONSIGLIO FEDERALE NAZIONALE DEI VERDI

MOZIONE  1

1) Stefania Manini
2) Veronica Cerea
3) Mario Pavesi

MOZIONE  2

1) CAMILLO PIAZZA

2) SILVIA CASAROLLI


postato da: andreagaia alle ore 08:30 | link | commenti
categorie: verdi
domenica, 25 ottobre 2009

foto-TitaL'assemblea dei Verdi lombardi ha eletto Presidente  Elisabetta  Patelli.
Insieme ad Elisabetta Patelli entrano nell'Esecutivo lombardo per la lista
"I VERDI LOMBARDI CON BONELLI PER UNA NUOVA COSTITUENTE" Andrea Gaiardelli, Michele Crapuzzo, Andrea Ladina, Fabio Corgiolu e Walter Girardi.

postato da: andreagaia alle ore 21:43 | link | commenti
categorie: verdi

ELISABETTA PATELLI PRESIDENTE REGIONALE

Verbale Assemblea Regionale dei Verdi della Lombardia 24-25 ottobre 2009

L'Assemblea Regionale dei Verdi della Lombardia si apre alle ore 10.30 di sabato 24 ottobre 2009. Dopo gli interventi dei due candidati alla presidenza, rispettivamente Camillo Piazza e Elisabetta Patelli, si apre la discussione generale.

Il Presidente uscente Natale Ripamonti, comunica che il seggio per le votazioni si aprirà alle 12.30 e comunica altresì le modalità di votazione: 2 schede, su una stampati i numeri i nomi della lista e del candidato Presidente (liste regolarmente presentate), sull'altra i nomi delle 3 liste presentate per l'elezione dell'esecutivo e dei membri lombardi nel consiglio federale nazionale.

La discussione generale si conclude alle ore 14.00.
Il seggio rimane aperto sino alle ore 18.00 (quando viene chiuso), del 14 ottobre 2009.
Il seggio viene riaperto alle ore 10.00 sino alle ore 16.00 (quando viene chiuso), del 25 ottobre 2009.
Alle ore 16.00 inizia lo spoglio delle schede votate.

Risultano:
304 votanti per il Presidente Regionale
304 votanti per il Consiglio Federale Nazionale e per l'Esecutivo Regionale

Per l'elezione del Presidente risultano:
LISTA 1 Elisabetta Patelli - 166 voti
LISTA 2 Camillo Piazza - 132 voti
BIANCHE - 3 voti
NULLE - 3 voti

Per l'elezione del Consiglio federale nazionale e dell'Esecutivo regionale risultano:
LISTA 1 - 157 voti
LISTA 2 - 110 voti
LISTA 3 - 34 voti
BIANCHE - 1 voti
NULLE - 2 voti

Per il Consiglio Federale Nazionale vengono assegnati i seguenti seggi:
LISTA 1 - 3 eletti
LISTA 2 - 2 eletti
LISTA 3 - 0 eletti

Per l'Esecutivo regionale vengono assegnati i seguenti seggi:
LISTA 1 - 5 eletti
LISTA 2 - 4 eletti
LISTA 3 - 1 eletto

Sono presenti al seggio elettorale per lo scrutinio Natale Ripamonti, Maurizio Diaco, Stefano Costa, Rossana Del Regno, Luciana Facchinetti.

Natale Ripamonti - Presidente uscente dei Verdi della Lombardia

postato da: andreagaia alle ore 21:24 | link | commenti
categorie: verdi

LAVORIAMO ALLA COSTITUENTE ECOLOGISTA IN LOMBARDIA

Alcuni giorni fa, i ministri dell'ambiente dell'Unione Europea, hanno proposto che entro il 2050 le emissioni dei gas serra vengano ridotte del 95% rispetto ai dati del 1990.
Si tratta ovviamente di un obiettivo ambizioso del vecchio continente, reso pubblico in vista del prossimo vertice di Copenhagen che dovrà stabilire il dopo Kyoto.
Anche se si tratta, per ora, solo di una dichiarazione politica (non vi è nessuna copertura economica) è evidente che è in corso da alcuni anni una vera e propria "rivoluzione verde" a livello mondiale. Anche l'attenzione prestata al tema del clima dal presidente USA, Barak Obama, come alle ricette del Green New Deal per uscire dalla crisi economico-finanziaria in corso, non possono che confermare come questo percorso sia avviato in pieno.
Un percorso che si compirà a prescindere dai Verdi italiani, dalla loro presenza nel panorama politico nazionale. Piuttosto se la sensibilità ai temi dell'ambiente non si riaffermerà nella classe politica italiana, sarà invece molto probabile il declino del nostro Paese, incapace di stare al passo delle nuove sfide.
Nel resto del mondo e in particolare in Europa, la credibilità della "rivoluzione verde" genera consenso ai partiti ecologisti e il consenso raccolto dai partiti verdi accelera questo progarmma.
In Europa, anche se i temi dell'ambiente permeano tutte le appartenenze politiche, dai socialdemocratici ai liberali, dai popolari alla sinistra, nessuno immagina concluso il compito dei Verdi, auspicando che gli ecologisti confluiscano in altri partiti (magari dalle ideologie del secolo scorso che invece paiono piuttosto in crisi) come invece avviene in Italia dove si vorrebbero i Verdi sciolti un po' nella Sinistra, un po' nel Partito Democratico e un po' dappertutto fuorchè meno che in un partito ecologista.
E' vero che in Italia la crisi dei Verdi è profonda.
Si dice per una scarsa cultura della responsabilità che manca nel paese della chiesa cattolica: vige tra gli italiani la regola di "arrangiarsi e farla franca". Seppoi franca non la si fa, è sempre possibile ricorrere al rito della Penitenza.
La responsabilità però del triste stato del partito ambientalista italiano sta soprattutto nei Verdi stessi, nella loro collocazione nel panorama politico nazionale (spesso a sinistra della sinistra) e nella incapacità di essere positivi e propositivi.
Intendiamoci. La sinistra non è il demonio. Non è una esperienza politica da buttare. E i Verdi non possono che condividere molti valori con la sinistra: Ecologia ed equità non sono separabili.
Però la questione ecologica dovrebbe permettere di leggere i temi di oggi, anche quelli che stanno a cuore alla sinistra in modo nuovo.
E' inutile un partito Verde che dica le stesse cose della sinistra storica, che legga i fatti senza nessuna ambizione di novità nell'avanzare proposte politiche. Il campo dell'ecologismo non può ridursi a quello della sinistra tradizionale, potendo essere potenzialmente molto più ampio.
Di sicuro la fregola di recuperare consenso non deve portare a macroscopici errori di collocazione politica. La destra italiana è impresentabile e insensibile ai temi dell'ambiente: basti pensare alle scelte scigurate in tema di energia (sì al nucleare, ostacoli alle rinnovabili) in tema di caccia (come ad esempio il progetto di legge Orsi) gestione del territorio (dai condoni al Piano casa) e via discorrendo.
Però se ci ostinassimo però a collocare e a pensare ai Verdi così come li abbiamo conosciuti in questi anni, sbaglieremmo di grosso. Si tratterebbe di un inutile accanimento terapeutico rispetto ad un a partito agonizzante che gli elettori hanno bocciato a più riprese.
I Verdi italiani non godono di nessun consenso, nessuna credibilità, nessuna simpatia tra gli elettori, e hanno smarrito da tempo (circa una decina d'anni) il fatto di essere una novità nel panorama politico nazionale.
Siccome uno spazio politico per un soggetto ecologista esiste, i Verdi hanno il dovere di cambiare proponendosi in modo nuovo, comprensibile e concreto. In fin dei conti questo oggi è possibile con molta libertà oggi: I Verdi non contano un fico secco nel panorama politico italiano. Non hanno un ceto politico da salvaguardare. Possono perciò mettersi in gioco.
Poiché i tempi della politica non sono i tempi dei Verdi, l'impegno di fare la Costituente ecologista deve essere prioritario anche rispetto alle più immediate scadenza elettorali.
Le prossime elezioni regionali cadranno in un momento in cui il percoso della costituente ecologista sarà avviato ma non concluso. Non dovranno perciò essere il "banco di prova" dei nuovi Verdi quanto piuttosto potranno essere una tappa nel percoso di costruzione del nuovo soggetto Verde.
Intanto si lavori ad un partito che sia in rottura con i percorsi classici. Che sia realmente federalista, anche negli organi di governo interno. Fatto a rete, da nodi attivi (associazioni locali, comitati di cittadini, consumatori) solidali tra loro nel mettere a disposizione idee pratiche, iniziative concrete che essendo lontane dall'essere elaborazioni astratte diventino la posizione politica da assumere, lontana dai tabù ideologici.
Un partito con un patrimonio tecnico e scientifico che parli al mondo della ricerca, dell'università per promuovere l'innovazione.
Un partito che elabori delle ricette durature per la qualità della vita.

postato da: andreagaia alle ore 20:35 | link | commenti
categorie: verdi
giovedì, 22 ottobre 2009

ASSEMBLEA CONGRESSUALE REGIONALE DEI VERDI LOMBARDI
24 OTTOBRE 2009 - COLOGNO MONZESE (MI)

 
MOZIONE: "I VERDI LOMBARDI CON BONELLI PER UNA NUOVA COSTITUENTE ECOLOGISTA"

I risultati elettorali e il peso politico dei Verdi europei, in così forte controtendenza rispetto a quelli italiani, dimostrano che lo spazio politico per una forza ecologista può esserci se si è in grado di associare ad un’analisi critica della società un progetto politico realmente e radicalmente alternativo.

Tutti i movimenti più vitali della società civile a livello mondiale, così come i Verdi europei, traggono linfa e ragioni da un’analisi ecologista della realtà, e cioè dal legame indissolubile tra le battaglie per la difesa dell’ambiente e quelle per la giustizia sociale, per il riconoscimento dei diritti civili, per la costruzione della democrazia e della pace.

La proposta politica ecologista racchiude in sé una nuova e migliore prospettiva di vita per tutti, un progetto di futuro sostenibile, una risposta concreta alla crisi complessiva in atto. Una

prospettiva ancora più necessaria in Italia con il centrodestra al governo e il centrosinistra indebolito e privo di un comune progetto di futuro sostenibile, alternativo al modello populista proposto dal centrodestra.

Le ultime elezioni europee sono state per Sinistra e Libertà, e quindi per i Verdi italiani che ne hanno fatto parte, un fallimento come già un anno fa era accaduto alla Sinistra Arcobaleno. Il risultato delle europee è stato ancor più negativo rispetto alle elezioni politiche del 2008 perché, pur in assenza del richiamo al ‘voto utile’, i milioni di voti in uscita dal PD non sono stati conquistati neppure in parte da Sinistra e Libertà.

Mentre, perciò, i Verdi italiani sono scomparsi per la prima volta dal 1989 dal Parlamento europeo, come era già accaduto per il Parlamento nazionale, in Europa gli ecologisti registrano uno storico successo elettorale da Nord a Sud. Infatti, i Verdi in Europa moltiplicano i voti e i seggi, superando il 10% in molti paesi; con straordinari risultati in Francia, Germania, Belgio, Danimarca, Lussemburgo, Finlandia, Svezia, Austria, Inghilterra, ma anche in Spagna e in particolare in Grecia, dove sono riusciti ad eleggere per la prima volta un parlamentare europeo. Nel novembre scorso, poi, i Verdi negli USA hanno raddoppiato gli eletti in centinaia di località, contemporaneamente alla vittoria di Obama.

Siamo tutti chiamati a decidere con coraggio di far uscire i Verdi italiani da una situazione di inarrestabile declino e perdita di consensi, rilanciando nel paese un forte progetto ecologista popolare capace di dare una risposta, anche assumendo responsabilità di governo, alla crisi economica globale, ai cambiamenti climatici, all’aggressione al patrimonio e alle risorse naturali, ai diritti di tutti gli esseri viventi. Un progetto che metta al centro della propria azione

la lotta alla povertà e ai cambiamenti climatici attraverso una programmata riconversione ecologica dell’economia e della società.

Abbiamo per troppi anni rinunciato a parlare a tutti cittadini, per rivolgerci ad una parte limitata e ideologizzata della popolazione, dimenticando colpevolmente che le nostre tematiche sono universali e trasversali. Questo ha portato i Verdi ad essere interlocutori solo di parti limitate e non di tutti.

Dobbiamo quindi lavorare per fare in modo che la questione ecologica diventi centrale nella politica e nella società del nostro paese, consapevoli che le nostre proposte sono già, in tutto il mondo, il motore per avviare una radicale trasformazione della nostra società e dell’ economia, in un percorso culturale e politico di ricostruzione del senso di appartenenza ad una comunità quale soggetto collettivo.

C’è un aspetto però che dobbiamo affrontare con risolutezza e che riguarda noi stessi, ovvero la nostra inadeguatezza. Non siamo stati all’altezza del compito e la deriva degli ultimi anni rappresenta un punto di non ritorno.

E’ evidente che non possiamo avviare un simile ed ambizioso processo da soli. Dobbiamo, perciò, lavorare da subito per costruire una “rete ecologista” assieme a quel grande movimento di milioni di uomini e donne che -in migliaia di comitati, associazioni, pratiche comuni collegate tra loro -si occupano di ecologia, diritti, pace, nonviolenza, nuova economia, legalità, cooperazione internazionale e decentrata, democrazia.

E tutto ciò recuperando alla causa militante ecologista quelle intelligenze che lavorano in questa direzione nel mondo della ricerca, della scienza, della cultura, dell’informazione e dell’imprenditoria.

Dobbiamo metterci a disposizione di un nuovo percorso, favorendo e stimolando l’avvio nel paese di una fase costituente ecologista, che sappia anche mettere in discussione il vecchio modello di partito, per dare più spazio ad una politica di partecipazione e di democrazia, nel rispetto di un reale federalismo.

Per favorire, come auspichiamo e ci impegniamo a fare, la nascita di un nuovo movimento politico ecologista, dobbiamo superare il modello politico e organizzativo della Federazione nazionale dei Verdi, per come l’abbiamo conosciuta e soprattutto per quello che è diventata negli ultimi anni. Questo non significa per noi in alcun modo liquidare l’esperienza dei Verdi, ma, al contrario, favorire nel nostro paese la nascita di una nuova soggettività politica ecologista, collegata all’esperienza verde europea.

In questi ultimi mesi la dirigenza uscente della Federazione nazionale dei Verdi aveva invece stimolato e favorito, senza alcuna legittimazione politica, la nascita dei coordinamenti di Sinistra e Libertà, non opponendo inoltre alcuna obiezione allo scioglimento di gruppi consiliari regionali verdi per formare quelli della Sinistra.

A questa scelta, che ha anche prodotto la sostanziale invisibilità della presenza verde autonoma nelle recenti elezioni amministrative, l’Assemblea nazionale dei Verdi ha dato una risposta immediata e determinata, dando voce a tutti i Verdi e a tutti gli ecologisti che non intendono sciogliersi in una formazione politica che ripropone simboli, linguaggi e contenuti già consumati tante volte nella vicenda politica della sinistra italiana.

Sarebbe totalmente irresponsabile accettare passivamente che nel terzo millennio non esista più in Italia una forza ecologista autonoma e politicamente organizzata, considerata anche la marginalità a cui sono relegate le tematiche ecologiste nelle altre forze politiche.

C’è bisogno di un grande movimento politico ecologista che sappia parlare, a 360 gradi, con tutti i cittadini, forte della propria identità culturale e consapevole della propria autonomia politica, ma capace anche di costruire alleanze e di portare la questione ecologica al centro della politica in Italia.

Le grandi questioni come la pace nel mondo, il contrasto ai cambiamenti climatici, la lotta alla povertà e ad ogni tipo di discriminazione, la sicurezza alimentare, la lotta ad ogni tipo di inquinamento e al traffico, la tutela della salute, la giustizia sociale, i diritti dell’infanzia, la cura

del verde, i diritti degli animali, la tutela della biodiversità, la politica energetica basata sulle energie alternative, sul risparmio e l’efficienza energetica e non sul nucleare, le politiche ecologiche per rilanciare l’economia e quindi l’occupazione attraverso la ‘green economy’, sono temi che riguardano tutti i cittadini e non solo una parte di essi.

La costruzione di nuovi contenitori frutto solo di assemblaggi e di vecchie alchimie politiche è stata già punita due volte dagli elettori. Non dobbiamo preoccuparci del nostro futuro personale e particolare, ma del futuro dell’ambientalismo italiano e dell’ecologia politica.
 

Per tutte queste considerazioni l’Assemblea Regionale dei Verdi considera :

-        conclusa la partecipazione dei Verdi a Sinistra e Libertà ;

-        superata l’esperienza politica ed organizzativa della Federazione nazionale dei Verdi Italiani come l’abbiamo e come tutti i cittadini l’hanno conosciuta negli ultimi anni.

I Verdi Lombardi scelgono di contribuire alla nascita di una Costituente Ecologista, mettendo a disposizione persone, mezzi, esperienze.

Coerentemente e conseguentemente , l’Assemblea regionale dei Verdi Lombardi decide di eleggere in questa sede una persona con funzione di presidente dei Verdi Lombardi e con il compito di :

-        Scegliere nell’ambito dell’esecutivo lombardo un vice-presidente che l’affianchi e lo coadiuvi nello svolgimento della sua attività;

-        Costituire un gruppo di lavoro con l’incarico di organizzare e promuovere il nuovo percorso della Costituente Ecologista;

-        Costituire un gruppo Regionale formato da un rappresentante per provincia e quattro rappresentanti per la Provincia di Milano, i cui membri abbiano diritto a partecipare alle riunioni dell’esecutivo regionale allo scopo di migliorare il confronto tra le realtà locali e gli organismi dirigenti dei Verdi Lombardi. 


Candidati della mozione per l’esecutivo dei Verdi della Lombardia:

Elisabetta Patelli – presidente

1)      Andrea Gaiardelli
2)      Michele Crapuzzo
3)      Andrea Ladina
4)      Fabio Corgiolu
5)      Walter Girardi
6)      Dimitri Bellini
7)      Rino Pruiti
8)      Daria Castelli
9)      Mariolina De Luca
10)   Veronica Cerea

Candidati della mozione per il Consiglio Federale Nazionale:

1)      Stefania Manini
2)      Veronica Cerea
3)      Mario Pavesi
4)      Gianemilio Ardigò
5)      Adamo Ricci

postato da: andreagaia alle ore 08:50 | link | commenti
categorie: verdi
martedì, 20 ottobre 2009

COMUNICATO STAMPA SU USCITA ISTITUZIONALI VERDI LOMBARDI DAL PARTITO

Apprendiamo la decisione di tre rappresentanti istituzionali dei Verdi Lombardi (i consiglieri regionali Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro, e il capogruppo in consiglio comunale di Milano Maurizio Baruffi) di partecipare alle primarie per l'elezione del segretario del PD.

Questo significa aderire a un altro progetto politico.Con questi amici che intraprendono un'altra strada ed una nuova esperienza politica abbiamo condiviso, condividiamo e continueremo a condividere ideali, obiettivi, valori.

Una cosa sola ci separa: la convinzione che in Italia e nella nostra regione, fanalino di coda delle politiche ambientali europee, serva un soggetto politico ecologista autonomo, forte, autorevole, in grado di parlare non solo ad alcuni pezzi del centrosinistra ma a tutta la societa'.

L'esito del recente congresso nazionale dei Verdi (chiudendo finalmente il percorso di confluenza in Sinistra e Liberta') consente finalmente di rimettere i Verdi nelle condizioni di fare cio' che i Verdi fanno nel resto d'Europa: porre la questione "ambiente e diritti" al centro dell'azione politica, anziche' le alleanze in funzione elettorale.

Questo serve alla politica ambientale arretrata del nostro Paese e, crediamo, anche allo schieramento del centrosinistra.

Sara' un lavoro non semplice: ma e' l'unica strada per recuperare nuove energie e rilanciare passione politica attorno alla questione ecologista.

Pur rispettando la scelta di Monguzzi, Saponaro e Baruffi, i Verdi Lombardi rimangono impegnati nel progetto di rilancio di un nuovo e più ampio soggetto ecologista attraverso una fase di ampia partecipazione e dibattito che porterà a realizzare la Costituente Ecologista.

Natale Ripamonti

Presidente Verdi Lombardi


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categorie: verdi

L'INVITO DI ENRICO AL CONGRESSO REGIONALE

Cari Amici,

come avrete saputo, al congresso di Fiuggi è successo qualcosa di inaspettato: sembrava ormai scontata la confluenza dei Verdi in Sinistra e Libertà e la conseguente fine di un soggetto politico ambientalista autonomo nel nostro Paese. La storia sembrava già scritta.
E, con essa, sembrava inevitabile la successiva diaspora e diversi conseguenti accasamenti presso altri lidi politici.

Insieme a molti amici Verdi, convinti come me della necessità di mantenere e far crescere in Italia un soggetto politico Verde autonomo, ho sostenuto da subito la mozione "Il coraggio di osare", preparandoci e dichiarando in anticipo che in ogni caso (cioè: in caso di probabile sconfitta al congresso nazionale) saremmo stati pronti ad iniziare comunque una lunga "traversata nel deserto", difficile e faticosa, per garantire comunque il mantenimento di un soggetto ecologista autonomo.

E' successo un fatto per me strano: per la prima volta in vita mia, una mozione anche da me sostenuta è risultata vincente. Non mi era mai successo prima, nemmeno alle assemblee condominiali.

Al di là dei paradossi, vi prego di ragionare sul significato profondo di quanto accaduto: non tutti i Verdi sono rassegnati al declino del partito; è possibile riprendere su nuove basi. Autonomia, autorevolezza, reale radicamento sul territorio, capacità di parlare trasversalmente a ogni cittadino, mettere la questione "ambiente" e "diritti" (anzichè le alleanze precostituito con questo o quello schieramento) al centro dell'agire politico.
Non invento nulla: è quanto i Verdi italiani iniziarono a fare una ventina d'anni or sono, e che da troppo tempo - a differenza dei colleghi europei - hanno smesso di fare.
Anche questa traversata è molto difficile; veniamo da una situazione complicata e anche abbastanza problematica sotto il profilo dell'immagine pubblica. Ma l'immagine ce la costruiamo noi, con le nostre scelte e le nostre azioni. E dovremo farlo insieme

Sabato 24 ottobre si terrà l'Assemblea regionale dei Verdi a Cologno Monzese: è il momento per dare una ulteriore spinta al rinnovamento e al rilancio del partito. Non sembri un'azzardo: giudico la prossima assemblea regionale molto più importante del congresso nazionale appena concluso, perchè per rilanciare un rapporto reale con il territorio, serve un soggetto politico ben organizzato localmente, chiaro nei programmi e nelle strategie. Soprattutto: definitivamente libero da faide e condizionamenti che ne hanno compresso l'azione finora.

Viviamo nella Regione ambientalmente più inquinata del Paese ambientalmente più arretrato d'Europa: ripartiamo da qui, subito. Lo smog incombe ma da Fiuggi è arrivata una ventata d'aria pulita: approfittiamone per dare ossigeno ai Verdi lombardi.
Vi chiedo di non stare a guardare, di non fare gli spettatori. Io stesso l'ho fatto varie volte in passato, e quindi mi assumo la mia dose di responsabilità se le cose sono andate come sono andate finora.
Vi chiedo di partecipare alla prossima Assemblea regionale in programma a Cologno Monzese e di dare una mano a rilanciare i Verdi in Lombardia e, quindi, nel nostro Paese. Con le vostre idee, le critiche, le proposte. Con quel poco o tanto di entusiasmo e di passione che ci rimane.
Sacrificare alcune ore di un sabato mattina per costruire un futuro migliore per tutti.
Davvero: ora o mai più.

Spero di ricevere una vostra conferma di partecipazione.

Un caro saluto a tutti, a presto.


Enrico Fedrighini

Consigliere comunale di Milano, gruppo Verdi

postato da: andreagaia alle ore 21:20 | link | commenti
categorie: verdi