IDIOTI
Durante la seconda guerra mondiale, alla liberazione delle vittime dai campi di concentramento e di sterminio nazisti, il generale Eisenhower, comandante supremo delle forze alleate, ordinò che fossero scattate foto e ralizzati filmati perché si avesse il massimo della documentazione possibile su ciò che era stato compiuto perché "arriverà un giorno in cui qualche idiota si alzerà e dirà che tutto questo non è mai successo".
Da qualche giorno sappiamo di poter annoverare nella lista degli idioti, l'arcivescovo Williamson, prelato ultratradizionalista della Fraternita di San Pio X, seguaci di monsignor Lefebvre, che nega l'Olocausto di sei milioni di ebrei.
Al Williamson, il papa Benedetto XVI, nel 50° anniversario dell'indizione del Concilio Vaticano II (qualche giorno fa), ha revocato la scomunica in cui era incorso proprio per le posizioni ostili alle scelte conciliari che aprivano "la Chiesa alla lettura dei segni dei tempi".
Sarà pur vero che le due questioni (le idee negazioniste e la revoca della scomunica) siano fatti separati, ma a noi resta lo sconcerto e lo sdegno difronte a certe posizioni (dietro le posizioni negazioniste vi è l'antisemitismo che contrastando lo sterminio di ieri, vuol mettere in discussione il diritto alla sopravvivenza degli ebrei di oggi) che prendono corpo dentro una Chiesa che tollera l'intollerabile imboccando la via della restaurazione. Semaforo rosso.
ECO-OBAMA
Il presidente americano ha avviato ieri le prime misure in campo ambientale per abbandonare la dipendenza dal petrolio e costruire una nuova economia energetica.
Reintroducendo limiti più severi alle emissioni e ai consumi di carburante delle automobili, Obama lancia una nuova rivoluzione verde che è industriale e culturale. Semaforo verde.
EXPO 2015
Ennesimo rinvio sulla nomina dell'Amministratore delegato della società di gestione di Expo.
L'esposizione è stata assegnata alla nostra città lo scorso 31 marzo: sono ormai trascorsi 10 mesi senza che si abbia ancora una società operativa. Semaforo giallo.
Il Giorno della memoria
Il 27 gennaio 1945 l’Armata rossa, in avanzata verso la Germania, arrivò alle porte della città di OĹ›wiÄ™cim (Auschwitz) e qui si trovò di fronte a uno spettacolo tra i più raccapriccianti della storia della II Guerra Mondiale: il campo di concentramento e sterminio di Auschwitz. Alla fine del conflitto emerse chiaramente che quella era soltanto la punta dell’iceberg di una più vasta rete di lager che i nazisti avevano impiantato sul territorio da loro controllato. E’ stato calcolato che furono realizzati circa 15mila campi di concentramento, molti di essi erano destinati a raccogliere prigionieri di guerra da utilizzare come schiavi nelle industrie del Reich, mentre sette di essi – tutti costruiti in territorio polacco – vennero realizzati con lo scopo preciso di sterminare la popolazione ebraica, rom, omossessuali e disabili.
Per ricordare quell’immane tragedia che costò la vita a oltre 8milioni di persone il Parlamento italiano con legge n°211 del 20 luglio 2007 ha istituito il Giorno della memoria. Ricordare quegli avvenimenti è una scelta precisa fatta dalla Repubblica italiana che nasce proprio in contrapposizione alla dittatura fascista che ha governato il nostro Paese per il ventennio 1922-1943 e che si è resa protagonista anch’essa della persecuzione e dello sterminio degli ebrei, attraverso la promulgazioni delle leggi razziali del 1938 e della costruzione di un vero e proprio lager, dotato di forno crematorio, nella risiera di San Sabba a Trieste dove veniva praticato l’omicidio sistematico dei prigionieri.
Il ricordo di quella pagina triste della storia umana deve essere continuamente mantenuto vivo, perché le nuove generazioni non abbiano più ad assistere o mettere in atto simili propositi. La comunità umana è unica e non può essere ritenuta diversa per la religione che professa, per il colore della propria pelle o per le proprie capacità fisiche e psichiche o anche i propri gusti sessuali. Il Giorno della memoria deve insegnare la tolleranza, il rispetto per l’altro e che la strada da percorrere è il dialogo e il confronto. Non è pensabile che la violenza o la sopraffazione siano strumenti della politica, questo è altro rispetto la politica.
Queste sono le parole di Elie Wiesel che ricordano la tremenda esperienza del campo di concentramento:
«Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.»
(Tratto da La notte, edizione italiana La Giuntina, Firenze, pp. 39-40)
PER IL TIBET
Riporto di seguito l'Ordine del giorno approvato dal Consiglio provinciale di Milano il 20 Marzo 2008. Primo firmatario Andrea Gaiardelli.
PREMESSO CHE
TUTELARE LA CULTURA AZTECA
Gli Aztechi sono arrivati anche a palazzo Isimbardi. Una delegazione di discendenti di questo popolo è stata infatti ricevuta nella seduta del 25 settembre ‘07 nell’ambito degli incontri promossi dall’Associazione Italia-Messico. Si tratta di una campagna di solidarietà, mirata a diffondere alcuni dei tratti salienti della cultura azteca come le danze tradizionali, l’artigianato locale azteco, i
costumi ecc. In particolare al centro degli incontri è proprio la danza “Chicontequiza”, che significa “Movimenti che integrano l’uomo al cosmo” e rappresenta un momento di venerazione per la natura.
I rappresentanti di questo popolo, incontreranno anche altre istituzioni, scuole e associazioni in diverse città italiane, con lo scopo di raccogliere fondi a sostegno di progetti destinati a costruire spazi e strutture dove preservare e divulgare la cultura azteca.