EXPO 2015
Per mesi è rimasto al palo perchè governo nazionale e comune di Milano (di centro-destra) non riuscivano a trovare un accordo su a chi toccasse gestire il tutto.
Ora invece tutto è nuovamente bloccato in attesa che il governo chiarisca quali sono le risorse - quelle vere - che vorrà mettere a disposizione.
Intanto si parla di stipendi d'oro - 500 mila euro all'anno? - per il braccio destro del sindaco Moratti, amministratore delegato in pectore.
ALITALIA, MALPENSA, SEA E INTORNO
Dopo la pressione di Penati che ha pungolato i vertici leghisti, c'è stato ieri a Roma l'incontro tra il premier Berlusconi e il sindaco Moratti. Il risultato è che Berlusconi ha ribadito che su Air France non si torna indietro, che per Bossi bisogna arrendersi all'evidenza, poichè Air France e Alitalia hanno firmato e che hanno scelto come hub principale Fiumicino. Un danno da duecento milioni di euro all'anno - parole di Formigoni - per il sistema delle imprese lombardo.
In definitiva, dopo una manfrina durata un anno, la conclusione è la medesima: accordo Alitalia-Air France, con qualche spesa in più rimasta a carico dei cittadini italiani e qualche garanzia in meno per il sistema produttivo del nord Italia.
Intanto Bonomi, presidente SEA (la società controllata dal comune di Milano che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa) ha lasciato la carica di amministratore delegato per diventarne direttore generale. Lo scorso novembre la Corte dei conti aveva contestato lo stipendio troppo alto del manager (87 mila euro - lordi annui - per il ruolo di presidente e 563 mila euro - lordi annui, legati agli obiettivi aziendali - per il ruolo di ad). Ciò permetterà a Bonomi di mantenere gli stessi compensi senza doverli adeguare - riducendoli significativamente - alle disposizioni della Legge finanziaria 2007.
MILITARI
Con il nuovo anno, una parte dei militari (erano 424, dovrebbero essere scesi a 365) che presidiavano le strade del capoluogo milanese e gli obiettivi sensibili, sono stati inviati a Lampedusa.
Arrivati in città il 4 agosto scorso, tra gli squilli di trombe della politica sicuritaria e degli annunci, sono ripartiti - almeno in parte - senza troppi annunci e nessun squillo di tromba. Forse che non esista più un problema sicurezza a Milano?
In fin dei conti i sindacati di polizia ci avevano avvisato che comunque sarebbero stati necessari progetti organici e non misure occasionali.